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giovedì 13 ottobre 2016

Il chiostro della Collegiata di Sant’Orso in Aosta


Rieccomi qui davanti a questi capitelli - visti, rivisti e studiati attraverso i lavori di Robert Berton (Aosta. I capitelli del chiostro di Sant’Orso. Tipografia Valdostana, 1956) e di Sandra Barberi (Il chiostro di Sant’Orso ad Aosta. L’Erma di Breitschneider, 1988), testi a cui rinvio per le informazioni storiche e artistiche.
Entrando da piazza Sant’Orso il visitatore si trova di fronte gli ultimi capitelli del versante ovest, quelli numerati 21, 22 e 23 da Berton e da tutti gli altri studiosi a lui succeduti. Ergo, per dare un senso alla visita si deve prendere a sinistra - il simbolismo su cui si appoggia il sacro prevede sempre che si giri in senso orario, il “giro della vita”, così come il senso anti-orario è il “giro della morte”. L’oriente, madre del rito sacralizzato, insegna.
All’angolo col versante nord, a lato dei gradini si vedono i resti della primitiva chiesa voluta dal vescovo Anselmo (994-1025), un affresco mostra una nera Madonna col nero Bambino; sull’angolo una figura scolpita riposa a testa in giù, alla maniera del pipistrello.
Alla fine del lato nord l’angolo del chiostro è occupato da un pilastro su cui sono scolpiti dei mostruosi animali: è il capitello numero 1, l’inizio della visita - prevista in senso anti-orario. Ce ne faremo una ragione.

Dal lavoro di Sandra Barberi (op. cit., pagine 20-24) estraggo alcuni passaggi, significativi per comprendere quest’opera d’arte.

Il chiostro aostano possiede una struttura comune a molti monumenti transalpini.
A pianta rettangolare, affiancato al lato meridionale della chiesa, presenta 14 arcate sorrette da 13 colonnine singole sui lati lunghi: 8 arcate sorrette da 7 colonnine alternativamente singole e geminate sul lato ovest; 4 arcate sostenute da 3 pilastri ottagonali sul lato est, che verosimilmente aveva in origine la medesima struttura di quello occidentale. Ai quattro angoli e al centro dei lati le arcate sono rinforzate da pilastri.
I 40 sostegni sono sormontati da altrettanti capitelli in marmo bianco verniciato di nero, di cui 38 sono romanici e due, sul lato orientale, più recenti.
Le gallerie nord, sud e ovest sono coperte da volte di mattoni a crociera ribassata, con costoloni quadrati; la galleria est da volte a vela costruite in epoca posteriore.
Il corpus dei capitelli romanici è composto dai 38 capitelli in loco, ai quali se ne aggiungono 4 conservati al Museo Civico di Torino.
[…] Le larghe basi di imposta modanate di tipologia corrente nel XII secolo, sono in bardiglio di Aymavilles dipinto di nero come le colonne e i pilastri angolari.
[…] Certamente fu dovuto a Giorgio di Challant, alla fine del ’400, un altro rifacimento sul quale le fonti non forniscono alcuna notizia.
[…] Probabilmente in questa occasione è avvenuto un rimontaggio del chiostro, come paino suggerire incongruenze nella successione dei soggetti rappresentati e l’incoerenza di numerose basi di imposta con i capitelli sui lati sud e nord.
[…] La questione della cromia del chiostro, ancora tutta da studiare, merita un’attenzione particolare.
Attualmente tutti gli elementi dei sostegni sono ricoperti da una patina di vernice nera, stesa non si sa né quando, né a che scopo.
L’ipotesi che tale colorazione sia originale va esclusa per motivi anzitutto tecnici, in quanto ricopre anche rotture e abrasioni e graffiti quattrocenteschi; inoltre si tratterebbe di una scelta totalmente estranea all’estetica romanica, incline piuttosto alla policromia ottenuta sia con la colorazione artificiale, sia con l’uso di materiali diversi, cui si legavano significativi simboli.
Il testo dell’iscrizione elogiativa incisa sul capitello n. 25 sembra suggerire una varietà di toni cromatici anche nel chiostro ursino, costituito da «marboribus varii», cioè marmi di vario genere, variopinti. In effetti già l’uso del marmo bianco per i capitelli e le basi e del bardiglio - grigio e verdastro con screziature - per le basi di imposta e le colonne doveva creare un effetto di variazione cromatica.

Bene. Adesso che sappiamo che il nero ha sostituito i colori originari, che i tanti rifacimenti hanno modificate il senso del discorso biblico e che i soffitti lignei originari sono stati sostituiti da volte in muratura, possiamo iniziare il nostro percorso, meglio se con l’aiuto di una terza, agile guida: Il chiostro della Collegiata di Sant’Orso in Aosta, pubblicata dalla Tipografia Valdostana (io ho l’edizione 1992, ma ho visto che è ancora ristampata e venduta a 6 euro la copia); il testo è di Piergiorgio Thébat, le foto di Attilio Boccazzi-Varotto.

Da parte mia, qui sintetizzo le sculture dei capitelli, poi raccontati per immagini alla fine dell’elenco - ricordando che quanto esposto non sempre trova d’accordo i diversi autori.

Lato Nord
1 - Figure di animali mostruosi accovacciati
2 - Nabucodonosor e i tre giovani - Azaria, Anania e Misaele - da lui fatti gettare nella fornace ardente
3 - L’Annunciazione, con san Giuseppe, la Vergine e il re Davide
4 - La Natività. “Bello” il volto del Bambino fasciato e sdraiato
5 - I tre Magi e il re Erode
6 - La fuga in Egitto. Al coricato san Giuseppe appare in sogno l’angelo
7 - Capitello a volute
8 - Lapidazione di Santo Stefano; per altri: Giobbe in ricchezza, malattia e miseria
9 - Scena di quotidiana vita monastica. Per altri: il servo di Abramo porta doni a Rebecca, chiesta in sposa da Isacco, con Labano, fratello di Rebecca, al pozzo
10 - Capitello decorato a fogliami, con 4 teste di animali
11 - Quattro arpie o quattro sirene dal corpo di uccello
12 - La favola della volpe e la cicogna
13 - Capitello con fogliami
14 - Capitello con foglie e frutti
15 - Capitello con foglie di acanto

Lato ovest
16a - Rebecca partorisce Giacobbe ed Esaù, assistita da una levatrice;
16 b (copia) - Esaù a caccia di cervi; Giacobbe riceve la benedizione paterna destinata ad Isacco
17 - Il sogno di Giacobbe
18a - Il gregge di Labano, fratello di Rebecca
18b - Lia e Rachele, con Giacobbe che toglie la pietra che copre il pozzo
19 - La riconciliazione di Esaù con Giacobbe, con figli, figlie, servi e bestiame
20a - I tre figli di Giacobbe e la loro sorellastra Dina
20b - Lia, Rachele (che nasconde gli idoli rubati)
21 - Giacobbe in lotta con l’angelo e poi in piedi, come Israele, appoggiato a un bastone; compaiono anche Lia e Rachele, le mogli di Giacobbe
22a e 22b - Otto figli di Giacobbe
23 - Capitello a foglie di acanto

Lato sud
24 - Quattro aquile
25 -Viticci e teste d’ariete
26 - Composizione allegorica, con la divisione dei beni tra il capitolo della Cattedrale e quello di Sant’Orso. Per altri: l’albero della vita
27 - I profeti Zaccaria, Malachia, Sofonia, Aggeo
28 - I profeti Daniele, Isaia, Geremia, Ezechiele
29 - I profeti Naum, Abacuc, Giona, Michea
30 - I profeti Abdia, Osea, Gioele, Amos
31 - I profeti Balaam, Elia, Mosè, Natan
32 - Episodi della vita di Sant’Orso
33 - La resurrezione di Lazzaro, gli apostoli Simone e Andrea, il Cristo mutilo della testa
34 - Maria Maddalena asciuga i piedi del Cristo; accanto vi è Marta
35 - Arnolfo, primo priore della Collegiata, presentato da Sant’Orso a sant’Agostino mentre il vescovo Erberto lo benedice; vi è anche san Pietro, co-titolare della chiesa collegiata
36 - Capitello con la data di fondazione del capitolo regolare: ANNO AB INCARNATIO(NE) D(OM)INI MCXXXIII IN H(OC)

Lato est
37 - Capitello a foglie di acanto
38, 39, 40 - Capitelli del XVIII secolo

LE FOTOGRAFIE DI
GIANCARLO MAURI





Lato nord
capitelli 1-15



























































Lato ovest
capitelli 16-22
































Lato sud
capitelli 25-36